Author:
Domus
Published:
November 19, 2015
Categories:
News Visual arts

Il fondo sale alla superficie senza cessare di essere fondo è il titolo della nuova personale di Marta Roberti per la galleria Doppelgaenger di Bari. Riflessioni sul rapporto fra soggetto e spazio, indagini sulla natura, o piuttosto sulla decodificazione mediata della natura – stimolate dall’impatto con l’esotico e maturate dall’artista nel corso di un lungo periodo di residenza a Taipei – prendono forma in un corpus di opere di delicata perizia. I disegni della Roberti sono composti per sottrazione, l’immagine è incisa sulla superficie volatile della carta grafite con tecnica quasi scultoria, per giungere a esiti di estremo realismo mimetico e comunicare, allo stesso tempo, l’impermanenza e l’inattendibilità dello sguardo sul naturale. Nel naturalismo grafico della Roberti, animato da un inquietante fascino datato che evoca illustrazioni da remoti studi etnografici, nulla è realmente naturale. Questo sembrano dirci le cascate di vegetazione bianca su fondo monocromo, che assalgono le poche e solitarie figure umane: non esiste visione della natura, e quindi non esiste esperienza della natura, che non sia doppiata e ricodificata dallo sguardo – irrevocabilmente culturale – di chi vi sta davanti. La superficie è il territorio di questo fenomeno paradossale, di continua decrittazione e ricostruzione; la superficie che coincide con il piano dello sguardo e dell’interpretazione, inciso da profondi e delicati solchi, oltre i quali si apre il fondo sacro dell’inconoscibile.