The Garden of Wonders – A Journey Through Scents


by Riccardo Amarri e Francesca Mirone, studenti presso l'Accademia di Architettura di Mendrisio

Ferruccio Laviani trasforma l’orto botanico in un “museo diffuso” che indaga il rapporto tra artigianato e design. L’allestimento prende il tema del profumo come catalizzatore per questa ricerca: prodotto quasi alchemico, il profumo nasce da una grande conoscenza artigianale (la scelta e il mix delle fragranze naturali provenienti da tutto il mondo e la successiva creazione dell’essenza), alla quale si affianca un aspetto di packaging del prodotto (la scatola che contiene il profumo e, di conseguenza, che ne veicola l’immagine). L’esposizione prende il tessuto sociale-aziendale europeo in analisi, identificando otto marchi storici scomparsi nel tempo: ogni marchio è rappresentato da otto padiglioni, o apparenti serre, che provano ad applicare logiche di rebranding a questi marchi.  Il profumo è preso come esempio di un prodotto altamente artigianale che nell’aspetto di design ripone la sua commerciabilità. La coreografia dell’esposizione si compone dunque di un orto nel quale i padiglioni (Houses of Wonders) sono inseriti come un percorso in cui perdersi: i profumi naturali delle delicate piante, dunque, custodiscono i padiglioni, a loro volta scrigni di perdute fragranze reinterpretate. Gérard Ghislain, fondatore del marchio Histoire de Parfums, ha abbinato una nuova fragranza a ciascuna installazione.
The Houses of Wonders, a cura di: Tord Boontjie, Fernando e Humberto Campana, Dimorestudio, Front, Jamie Hayon, Lissoni Associati, Jean-Marie Massaud, Nendo. Orto Botanico, Accademia di Brera

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Lundborg e il laboratorio di un “naso”, Lissoni Associati