“Salve, Lloyd. C’è poca gente, stasera”


by Maura Mantelli, studentessa di Architettura presso l'Università di Pescara

Cosa sarebbe successo se JACK, protagonista del film Shining di Stanley Kubrick, non avesse trovato LLOYD? Il folle protagonista intrattiene un dialogo immaginario con la persona che meglio viene rappresentato nelle storie come il confessore dei disperati, il barista. Passeggiando lungo via Bergognone 27, durante l’affollata settimana della Design Week, ci si imbatte nello SpazioFMG per l’Architettura, la galleria showroom di Iris Ceramica e FMG Fabbrica Marmi. Cosa hanno in comune il capolavoro horror per eccellenza e questo spazio,  nuovo punto di incontro tra l’architettura e la città? In realtà niente di così vicino, ma passando di lì fino al 29 Maggio, si ci può imbattere nel primo appuntamento della rassegna Tomorrow by Design series, FUTURECRAFT. La mostra indaga nuovi scenari e nuovi campi d’azione nel settore della progettazione, cercando di andare oltre la semplice percezione dell’architettura, come se già questo fosse semplice. MIT Senseable City Laboratory, Carlo Ratti Associati, Superpedestrian e Makr Shakr, propongono i temi che costituiscono l’approccio multidisciplinare fondativo della rassegna. Carlo Ratti è uno dei protagonisti dell’esposizione. Il suo nome, spesso sinonimo di innovazione, firma diversi scenari che integrano architettura, design e ambiente con l’utilizzo di avanzate tecnologie digitali. Creare un sistema che permetta di migliorare la qualità della vita. Così ci si trova davanti ad una specie di macchina da catena di montaggio, in realtà non è altro che un braccio meccanico progettato per servire cocktail come il miglior barman della movida milanese. Il braccio meccanico non è l’unico protagonista, altri progetti vedono la luce per rappresentare l’idea di realtà immaginata. Dalla ruota che spiega al ciclista come ottimizzare la pedalata fino al tavolino-seduta infinitamente riconfigurabile, disegnato per Cassina, passando per il plotter in grado di scrivere e cancellare in verticale. Gli oggetti sono pensati per mantenere l’individuo al centro dell’ideazione e, l’aspetto affascinante, è scoprire che degli uomini abbiano ideato qualcosa che possa andare a sostituirli. Non si tratta di non voler andare avanti, di fermarci, ma bensì di darci un’altra possibilità. Di preservare un dialogo con noi stessi e con la società, che troppo spesso viene soppresso da un fenomeno di alienazione. Non so se un giorno ci ritroveremo come JACK, costretti ad immaginarci un amico che mentre ci versa da bere ci ascolta.

LLOYD: “Mister Torrance. Che cosa prende?”
JACK: “[…] Tu mi piaci, Lloyd. L’ho sempre detto io. Sei il miglior barman del mondo. Il migliore tra tutti i dannati barman che ho visto fra Timbuktu e Portland, Maine. O, Portland, Oregon, se preferisci.”

“Salve, Lloyd. C’è poca gente, stasera”
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