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#QUARTIEREFUORIREGATA


by Marco Svara

Da un lato Trieste, la città più ad est d’Italia, periferica rispetto la nostra penisola ma baricentrica in relazione al territorio europeo.
Posizionata sull’incrocio di due dei più importanti corridoi economici, il corridoio Adriatico – Baltico ed il corridoio 5, il capoluogo della regione Friuli Venezia Giulia è inserito nella lista delle shrinking cities, ovvero quelle città che nell’ultimo ventennio stanno vivendo una fase di contrazione, perdendo popolazione e capacità di attrarre capitali.
Dall’altro lato la Barcolana, la competizione velistica più famosa del vecchio continente, giunta ormai alla 46esima edizione, un evento capace di portare in città più di 400.000 persone appassionate di tutto ciò che in un modo o nell’altro gravita attorno al tema del mare.

Dal 3 al 12 ottobre scorso, una folla oceanica ha invaso il lungomare e la piazza Unità d’Italia, passeggiando all’interno del Villaggio Barcolana, visitando i stand posizionati, come di consueto, a pochi metri dall’acqua, ascoltando i concerti gratuiti di artisti di livello internazionale come Mario Biondi e girovagando tra i pontili strapieni di barche a vela provenienti da tutto il mondo.
Da due anni a questa parte un’organizzazione locale, FuoriRegata, sta sperimentando, grazie alla collaborazione dei commercianti e delle associazioni locali, modalità alternative per far scoprire il primo entroterra giuliano al melting pot di popolazioni che solitamente stanziano solo ed esclusivamente nell’area del waterfront. Attraverso un ricco calendario di eventi, FuoriRegata è riuscita ad offrire una valida alternativa complementare alle iniziative istituzionalmente promosse dalla Barcolana stessa, facendo scoprire ai visitatori un’area incredibilmente dinamica e in fase di trasformazione posizionata a poche centinaia di metri dal centro del Villaggio stesso.
Un po’ come succede a Milano con il Salone del Mobile ed il Fuori Salone, anche a Trieste si è voluto ampliare l’offerta, affiancando al circuito canonico e universalmente riconosciuto un percorso più informale, mondano ed attento alla valorizzazione delle eccellenze locali.
Se il primo anno è stato dedicato alla pura sperimentazione, disseminando iniziative all’interno di attività commerciali già attive sul territorio, nel 2014 si è voluto fare un balzo in avanti e verificare se un mega-evento come la Barcolana abbia la forza di dare risposta temporanea ad una delle dinamiche tipiche dei processi di contrazione urbana ovvero l’abbandono edilizio, puntualmente rintracciabile anche nelle strette vie del quartiere di Cavana, rione storico posizionato nell’area antistante le Rive.
Situazioni puntuali, circoscritte. Piani terra di edifici residenziali, locali commerciali dai 20 ai 200mq o porzioni di ex magazzini che alla fine di quest’anno non hanno ancora trovato alcun soggetto interessato ad investire su di loro sono diventati delle opportunità dove ospitare eventi capaci di spostare l’attenzione dalle Rive all’entroterra, dimostrando le potenzialità di questi spazi.
#quartierefuoriregata, novità di quest’ultima edizione della Barcolana, ha voluto sfruttare la massa critica offerta dall’evento principale per riattivare, seppur temporaneamente, una serie di luoghi abbandonati attraverso l’arte e la musica, il tutto accompagnato da buon vino e finger food a tema. E’ successo tutto martedì 7 ottobre. Tutto in 99minuti.
Contemporaneamente preview e première, il #quartierefuoriregata 2014, estensione concettuale delimitata da semplici scotch colorati a terra, è stata un’azione lampo promossa da FuoriRegata, Impact Hub Trieste e MANIFETSO2020. Il Quartiere ha visto l’alternarsi “on [public] stage” di due giovani musicisti locali, Cortex e di Matteo E. Basta, grazie alla collaborazione di Balcony TV e del Round MIDnight, e l’esposizione di una selezione d’opere d’arte legate al tema dell’acqua a cura della Casa dell’Arte di Trieste. Il tutto accompagnato da un catering appositamente studiato per l’occasione da Al Bagatto, ristorante locale gestito da un team giovane e aperto ad inedite quanto sperimentali collaborazioni.
Quest’anno, sfruttando l’ondata di persone, capitali, risorse ed attenzione mediatica alimentate dalla presenza di un grande evento internazionale qual é la Barcolana, Trieste è riuscita a dare temporanea risposta all’abbandono edilizio, sentendosi così un po’ meno shrink e un po’ più smart.