Author:
Domus
Published:
February 16, 2016
Categories:
Architecture Education

Venerdì 15 gennaio 2016 si è tenuta, a Parma, una giornata dedicata al numero 997 della rivista Domus, con Dario Costi, Francesco Collotti, Vincenzo Melluso, Sergio Pascolo, chiamati a discutere con gli studenti insieme al Direttore Nicola di Battista. Ad accoglierli, il grande modello urbano della città di Parma, strumento di lavoro didattico sul progetto dei laboratori, esposto nell’atrio dell’università.
Gli studenti erano al centro del programma: protagonisti del dibattito sulla didattica del progetto, promotori del workshop “Parma città futura” e portatori di proposte per la rivista.
Il primo momento della giornata è stata la presentazione dell’attività didattica di Vincenzo Melluso a Palermo, documentata nel numero di dicembre di Domus. Un video ha permesso a tutti gli studenti parmigiani di osservare l’approccio di un docente palermitano impegnato nell’affrontare con i propri studenti lo stesso tema in una città differente. Dal dibattito è emerso chiaramente come il progetto di architettura interpretato come “nuovo in relazione alla città esistente” e sviluppato attraverso il modello urbano, è il comune interesse dei relatori invitati all’evento.

La seconda parte del pomeriggio, intitolata, Lettera dai ventenni ha visto protagonisti gli studenti e il Direttore Nicola di Battista. Il dibattito è stato pensato in risposta alla lettera ai Ventenni scritta da Alfredo Pirri nel numero di Domus presentato nell’occasione. Gli studenti, hanno sollecitato il Direttore a mettere in discussione la rivista. Sono quindi emerse proposte riguardanti vari temi: l’esigenza di creare una sezione, all’interno della rivista, dedicata alle iniziative proposte dagli studenti nelle varie facoltà italiane e internazionali; un’ulteriore sezione dedicata al processo di ideazione del progetto corredato da schizzi, modelli di studio e bozzetti.

Al direttore è stato anche chiesto come ci si possa orientare nella scelta dei propri riferimenti. Nelle risposte, Di Battista è stato un fiume in piena, capace di passare dalle citazioni di Brecht e Gramsci, fino ad immedesimarsi nei ventenni, per capirne problemi e incertezze. Di Battista ha confessato di sentirsi a volte in difficoltà nell’azione critica e culturale da architetto, come nel libro di Bertolt Brecht, dove il capitano di una nave si ritrova ad appendere quadri mentre questa affonda. Così forse è la sua vita, sempre di corsa, nutrita dalla direzione di una rivista che fa della critica un’arma per stimolare una presa di coscienza e di ruolo da parte degli architetti, ma anche dei ventenni… e proprio a noi giovani si rivolge, citando Gramsci, attraverso due concetti opposti e collegati: il pessimismo dell’intelligenza e l’ottimismo della volontà. Un riferimento che ci invita all’elaborazione di una nostra idea sulle cose che accadono, ad avere una nostra opinione personale e a non farci influenzare (persino di lui bisogna “diffidare”, dice, ridendo) soprattutto da coloro che si dicono “maestri”, ma sono tutto tranne che modelli da seguire. Ci ricorda che noi giovani abbiamo una forza che appartiene solo a noi stessi: l’età. Dobbiamo trovare stimoli e voglia di fare dagli anni che stiamo vivendo, studiare ciò che ci piace, capire dove vogliamo arrivare e come vogliamo farlo.

Infine una frase del dibattito è rimasta impressa nella nostra mente: “Uno studente, per i primi anni di studio, vive l’università come un percorso da affrontare trovando una scorciatoia a tutto: l’esame per cui studiare poco e prendere un voto alto, la consegna da evitare per guadagnare più tempo… poi ad un certo punto scatta qualcosa, si capisce cosa si vuole fare da grandi e allora cambia l’approccio, l’impegno, la visione delle cose.”
Nicola Di Battista in conclusione afferma: “Quando trovano ciò che li appassiona davvero, i ventenni, sono in grado di raggiungere obiettivi che potevano sembrare inarrivabili.”
Tutto è superabile, infatti, con l’ottimismo della volontà e una grande passione per l’architettura.