Author:
Domus
Published:
April 28, 2016
Categories:
Architecture Design Education News Visual arts


Arch and Art
“Cinque architetti e cinque artisti, a due a due, sono stati chiamati a progettare altrettanti padiglioni architettonici, immaginati ognuno per accogliere un unico lavoro artistico. In questa maniera, dieci maestri dell’architettura e dell’arte contemporanea hanno ideato insieme uno spazio di libertà, in cui le due discipline si incontrano e si confrontano di nuovo apertamente e con rispetto, senza invasioni di campo, affermando la propria ragion d’essere: spazi e opere pensate per la nostra vita e per i nostri bisogni.” Nicola Di Battista

Abbiamo chiesto ad alcuni studenti dell’Accademia di Architettura di Mendrisio, coordinati dal docente Giacomo Brenna, di reinterpretare i padiglioni attraverso la realizzazione di modelli architettonici con l’intento di ottenere una trasfigurazione formale delle opere dei maestri. Il risultato del loro lavoro rimarrà in esposizione presso la Triennale di Milano fino al 12 settembre.
Il modello del padiglione curato da Francesco Venezia ed Ettore Spalletti, è stato realizzato da Pedro Amaro,  Marco Ghezzi e Lorenzo Vicari. Riportiamo di seguito un breve testo descrittivo sul lavoro svolto, scritto per mano degli studenti stessi, accompagnato da immagini sul processo di lavorazione.
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Reinterpretare l’architettura progettata da Francesco Venezia per ospitare l’opera di Ettore Spalletti ci ha portati sin dal principio a non limitarci al solo padiglione: più guardavamo i disegni, più ci sentivamo obbligati a considerare l’opera di Venezia come risultato di un approccio che l’architetto ha pazientemente sperimentato e confermato nell’arco di una vita professionale. Venezia ci ha abituati ad architetture che non s’impongono sui contesti e sulle preesistenze, ad allestimenti che porgono le opere allo spettatore: atteggiamento e intenzione espressi anche nel padiglione che non urla, ma che piuttosto bisbiglia un sapiente controllo dei mezzi spaziali. Il nostro approccio è andato, quindi, nella stessa direzione: come Venezia porge ai visitatori l’opera di Spalletti, dedicandole uno spazio proprio, fisicamente autonomo, ma spazialmente in necessario dialogo con il resto del padiglione – un percorso, un invito al corpo a muoversi dall’esterno all’interno attraverso piccoli accorgimenti, come il battitacco, la nicchia, la seduta, il muro obliquo e il muro curvo che suggerisce l’uscita, il tutto guidato da successivi cambiamenti di luce e di spazialità –, così noi abbiamo voluto ri-porgere quattro momenti che identificano e chiariscono l’intenzione di questo manufatto. Come il padiglione ospita l’opera d’arte, allo stesso modo il nostro modello ospita il padiglione.

Il lavoro dei tre studenti che hanno realizzato il modello del padiglione progettato da Eduardo Souto De Moura e Jannis Kounellis >>> Mendrisio per Arch and Art #1
Il lavoro dei tre studenti che hanno realizzato il modello del padiglione progettato da Hans Kollhoff e Mimmo Paladino >>> Mendrisio per Arch and Art #2
Il lavoro dei tre studenti che hanno realizzato il modello del padiglione progettato da Michele De Lucchi ed Enzo Cucci >>> Mendrisio per Arch and Art #3