Author:
Domus
Published:
May 13, 2016
Categories:
Architecture Design Education News

Arch and Art / “Cinque architetti e cinque artisti, a due a due, sono stati chiamati a progettare altrettanti padiglioni architettonici, immaginati ognuno per accogliere un unico lavoro artistico. In questa maniera, dieci maestri dell’architettura e dell’arte contemporanea hanno ideato insieme uno spazio di libertà, in cui le due discipline si incontrano e si confrontano di nuovo apertamente e con rispetto, senza invasioni di campo, affermando la propria ragion d’essere: spazi e opere pensate per la nostra vita e per i nostri bisogni.” Nicola Di Battista

Abbiamo chiesto ad alcuni studenti dell’Accademia di Architettura di Mendrisio, coordinati dal docente Giacomo Brenna, di reinterpretare i padiglioni attraverso la realizzazione di modelli architettonici con l’intento di ottenere una trasfigurazione formale delle opere dei maestri. Il risultato del loro lavoro rimarrà in esposizione presso la Triennale di Milano fino al 12 settembre.
Il modello del padiglione curato da David Chipperfield e Michelangelo Pistoletto, è stato realizzato da Claudio Cortese, Eleonora Dradi e Lorenzo Giordano. Riportiamo di seguito un breve testo descrittivo sul lavoro svolto, scritto per mano degli studenti stessi, accompagnato da immagini sul processo di lavorazione.
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Il progetto, che nasce dalla collaborazione tra l’architetto David Chipperfield e l’artista Michelangelo Pistoletto, si fonda sulla trasposizione in oggetto architettonico dell’immagine archetipica della casa. Il padiglione prende forma grazie a due diversi livelli d’intervento: il primo, dell’architetto, è improntato a ridefinire il volume dell’oggetto-casa, a svilupparlo secondo le proprie linee progettuali e a creare il guscio esterno del manufatto, che richiama una forma consueta ma, allo stesso tempo, personale. Il secondo livello, quello dell’artista, è interno e dà vita a un involucro quasi evanescente, grazie alla sua asetticità cromatica e spaziale, sovvertendo i canoni architettonici del guscio che lo contiene ed esprimendo il profilo culturale ed espressivo di Pistoletto.
Il lavoro di reinterpretazione del padiglione verte sulla scomposizione del dialogo tra il contenitore architettonico e il contenuto artistico, mettendo in evidenza i contributi dei due autori in una chiave di lettura sintetica e astratta. La forma della casa archetipica diviene la base strutturale del modello, che sostiene la corrispondente opera artistica: in questo modo, i due oggetti sono legati in maniera complementare. La materialità dell’oggetto realizzato evoca la gravità che si lega all’architettura, grazie al cemento di cui si compone la base, mentre il lieve riflesso metallico richiama il senso di sovversione che caratterizza il lavoro artistico, capace di cogliere e reinterpretare i caratteri della società contemporanea.

Il lavoro dei tre studenti che hanno realizzato il modello del padiglione progettato da Eduardo Souto De Moura e Jannis Kounellis >>> Mendrisio per Arch and Art #1
Il lavoro dei tre studenti che hanno realizzato il modello del padiglione progettato da Hans Kollhoff e Mimmo Paladino >>> Mendrisio per Arch and Art #2
Il lavoro dei tre studenti che hanno realizzato il modello del padiglione progettato da Michele De Lucchi ed Enzo Cucci >>> Mendrisio per Arch and Art #3
Il lavoro dei tre studenti che hanno realizzato il modello del padiglione progettato da Francesco Venezia ed Ettore Spalletti >>> Mendrisio per Arch and Art #4