Author:
Domus
Published:
April 17, 2015
Categories:
Architecture Design Education

Quest’anno USM celebra il cinquantesimo anniversario del sistema modulare brevettato che l’ha resa famosa e lo fa con una mostra dal nome “Rethink the Modular”, in cui vengono esposti i risultati del workshop, tenutosi a settembre a Boisbuchet, che ha coinvolto sette gruppi di studenti guidati da designer, architetti e artisti da New York, Tokyo, Milano, Losanna, Parigi, Londra e Karlsruhe.
La mostra raccoglie i progetti liberamente sviluppati sul tema della modularità, presenta una retrospettiva sul concetto di modulo nella storia e sui lavori dei sette responsabili.
Abbiamo chiesto all’architetto Lorenzo Bini di raccontarci il suo, realizzato insieme ai ragazzi del Politecnico di Milano.
“Il nostro progetto è scaturito dall’osservazione degli alberi, organismi modulari che crescono con logiche potenzialmente infinite.
Si tratta di un’installazione di 5 metri per dimensione con estensione piramidale, composta da strisce di feltro nero tagliate al laser, appese al soffitto e tirate verso il basso da rondelle di acciaio.
Lo abbiamo chiamato “Tree-D” in quanto si mostra come una trasposizione spaziale, in modalità wireframe, della modularità in natura, in uno sviluppo ribaltato.
Il progetto è accompagnato da tavole che documentano con immagini di architettura, arte, design e scienza, sei principi basilari del concetto di modulo e da un libro scaricabile da internet.
Un altro progetto interessante è sicuramente la coreografia del gruppi di Dimitri Bählel dell’ECAL di Losanna, un congegno elettromeccanico che consiste di grosse pale e di un pallone gonfiabile, azionate simultaneamente soffiando dentro un imbuto.
L’esito della mostra sarà oggetto di una pubblicazione presso l’editore Thames & Hudson il prossimo anno.
13/18 aprile, Fuorisalone
Salone dei Tessuti in via san Gregorio 29, Milano