L’albero di Trasmissione


by Daniela Persico

C’era un tempo in cui la meccanica aveva un peso diverso nella realtà quotidiana e proprio da quegli anni, ormai lontani nella memoria (seppur così vicini storicamente), sembrano venir fuori le figure emblematiche del film L’albero di trasmissione di Fabrizio Bellomo, presentato in anteprima mondiale al 55 Festival dei Popoli di Firenze.

Tre generazioni, una famiglia fatta di nonni, figli e nipotini, tutti uniti dalla passione per i motori, o forse sarebbe meglio chiamarla amore per la meccanica.
Negli occhi a volte trasognati, altre volte assenti, del capofamiglia, di nonno Rocco, l’abilità tecnica è chiaramente la possibilità di risolvere i problemi del mondo e saperli ordinare, trovare il giusto ingranaggio, prefigurare la soluzione che poco importa se riguardi il complesso motore di un’auto, la catena di una bicicletta o il perfetto funzionamento di una pianola meccanica.
Nel quartiere peninsulare di San Cataldo a Bari, la famiglia sembra vivere in un’isola, collegata alla terraferma soltanto attraverso gli avventori della loro officina e gli schiamazzi dei ragazzi sulla strada aldilà dei palazzi. Protetti dalle bizzarre sculture del figlio Simone, che creano un mondo nel mondo, reinventando in maniera lunatica e folle la passione estremamente lineare del nonno Rocco, gli uomini della famiglia Ciliberti custodiscono un segreto che li rende “speciali”: un’automobile artigianale da loro costruita in cui hanno viaggiato giovani e pieni d’orgoglio sognando forse un avvenire diverso…
Una storia familiare che fa da eco a una grande trasformazione sociale, dalla meccanica all’elettronica, in un paesaggio urbano che cresce in maniera scomposta senza seguire alcun piano, lontano dai disegni precisi di Rocco, ma purtroppo anche dalla fantasia imprevedibile di Simone e dalla curiosità del piccolo Nicola.

Crediti:
Testo da: La Resistenza degli ingranaggi. Appunti su L’albero di trasmissione
Video: Directed by Fabrizio Bellomo, editing: Guglielmo Trupia, Sound Editing: Giulia La Marca, Color Grading: Antonio Augugliaro, Executive production: AMARELARTE,
Co-production: FUJIFILM ITALIA