Author:
Domus
Published:
March 12, 2016
Categories:
Architecture Books and music Visual arts

[…] Lo stile, infatti, gioca nell’architettura un ruolo particolarissimo che nelle altre arti non ha, anche se sono arti più pure. La cosa è paradossale ma è così. Nelle altre arti lo stile dipende semplicemente dall’artista: egli decide – certamente con tutto il suo essere e con un modo di decidere più profondo della sua volontà e che quindi assume più l’aspetto di obbligatorietà che di arbitrio – per sé e davanti a sé. Il suo stile non deve né può dipendere da nessun altro se non da se stesso. Ma nell’architettura questo non accade. Se un architetto fa un progetto che possiede un meraviglioso stile personale, non è in senso stretto un buon architetto.

L’architetto ha un rapporto con il suo mestiere, con la sua arte, molto diverso da quello degli altri artisti con le loro rispettive arti. La ragione è ovvia: l’architettura non è, non può, non deve essere un’arte esclusivamente personale. È un’arte collettiva. L’autentico architetto è un intero popolo. Esso fornisce i mezzi per la costruzione, ne indica lo scopo e la rende unitaria. Si immagini una città costruita da architetti “geniali”, che operano però ognuno per conto proprio con un diverso stile personale. Gli edifici potranno anche essere magnifici presi singolarmente, ma l’insieme risulterà bizzarro e intollerabile. Un tale insieme metterebbe fin troppo in risalto, quasi gridandolo, un elemento di tutte le arti a cui non si è prestata troppa attenzione: il capriccio. Il capriccio si manifesterebbe in modo cinico, nudo, indecente, intollerabile. L’edificio non apparirebbe ai nostri occhi con la sovrana oggettività di un grandioso corpo minerale, ma nelle sue linee ci sembrerebbe di vedere l’impertinente profilo di un signore a cui “è venuta voglia” di farlo così.

Il testo riprodotto, pubblicato su domus 983, settembre 2014, è stato pubblicato per la prima volta sul quotidiano España, Tangeri, 7 gennaio 1952, con il titolo Sobre el estilo en arquitectura. Ripubblicato in José Ortega y Gasset, En torno al “Coloquio de Darmstadt 1951”, Sobre el estilo en arquitectura, in Obras Completas, tomo VI (1941-1955), Editoriale Taurus, Santillana Ediciones Generales e Fundaciòn José Ortega y Gasset, Madrid 2006, pp.797-800.

Edizione italiana: José Ortega y Gasset, La felicità e la tecnica, Sullo stile in architettura, in Meditazioni sulla felicità, Sugarco Edizioni, Gallarate (VA), 1994, pp. 166-170.

Si ringrazia la casa editrice Sugarco per aver gentilmente concesso l’autorizzazione alla pubblicazione del testo.