Architettura moderna e cinema


by Vittorio Prina

Una carrellata che permette di mettere in luce le scelte di alcuni registi, dagli anni Cinquanta a oggi, che attribuiscono agli edifici un ruolo importante
“Continua con questo secondo articolo l’analisi dei rapporti tra cinematografia e architettura moderna italiana: dopo Roma proseguiamo con Milano e il resto dell’Italia. Come già affermato, ribadisco che la trattazione non è ovviamente esaustiva ed è bene precisare che per architettura moderna consideriamo quella del Novecento, ultimi decenni esclusi. Inoltre, per ragioni di continuità e unitarietà, ripropongo la suddivisione in tipologie interpretative adottate nel precedente articolo.
Buon viaggio…”
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Le immagini sono tratte dai film citati:
Nata di marzo (Antonio Pietrangeli, 1957)
Rocco e i suoi fratelli (Luchino Visconti,1960)
Boccaccio ‘70 (1962) – I atto – Renzo e Luciana (Mario Monicelli)
Cronaca di un amore (Michelangelo Antonioni, 1950)
La forma della città (Pier Paolo Pasolini, 1974)
Storia di Piera (Marco Ferreri, 1983)
Mio fratello è figlio unico (Daniele Luchetti, 2007)
Il disprezzo (Jean-Luc Godard, 1963)
La pelle (Liliana Cavani, 1981)
Miracolo a Milano (Vittorio De Sica, 1951)
La vita agra (Carlo Lizzani, 1964)
La casa del sorriso (Marco Ferreri, 1991)
Poesia che mi guardi (Marina Spada, 2009)
Tutti a casa (Luigi Comencini, 1960)
La notte (Michelangelo Antonioni, 1961)

La vita agra, Tognazzi alla Stazione Centrale
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La vita agra, Tognazzi alla Stazione Centrale